Poteri non utilizzati

Edward Earle Purinton

Un altro bellissimo estratto dal prossimo libro di Edward Earle Purinton che uscirà nei prossimi mesi.  Scritto quasi cento anni fa, ma sempre attuale per quanto riguarda concetti e argomenti.

separatore“Tu sei un gigante potenziale.

“Ma ora tu sei un vero e proprio nano.

“Come puoi fare a meno di essere irrequieto, irritabile, infelice — mentre un vulcano sepolto di energia si trova nel profondo della tua natura?”

Questa è stata la diagnosi fatta di recente a un amico dello scrittore da un esperto medico dell’anima. La verità è quasi universale. Magnifiche possibilità giacciono inesplorate, da scoprire, mai immaginate, dentro i recessi mentali e spirituali comuni a tutti noi. Solo una crisi — una grande responsabilità, una opportunità ineguagliabile, una morte improvvisa o un disastro — porta a risvegliare e sviluppare questi poteri non utilizzati. Mancando la crisi, siamo inclini a dormire o a sprecare le nostre vite.

Il problema trascendentale dell’umanità è di essere sempre grandi come si può essere in rari momenti. Gli uomini sono grandi nella misura in cui si obbligano a usare se stessi. Il genio non è altro che un irresistibile bisogno di essere impegnati. L’uomo che ha successo è diventato un orologio a carica automatica che si carica con suoi stessi movimenti, ed egli intuisce quando la carica diminuisce o si sta esaurendo. (La fame è il miglior rimedio per la scarsa attività, dormire il miglior rimedio per l’eccesso di azione.)

Non vi è alcun errore che non sia accompagnato da un sentimento di oppressione. Si commettono errori perché siamo carenti nel ​​potere di vedere, o nel potere di fare come vediamo. Ma la vista e i tendini spirituali possono essere coltivati, saranno coltivati sistematicamente nei secoli a venire. Si sta avvicinando rapidamente il tempo quando un solo Ercole spirituale potrà muovere il mondo. Dei giganti mentali governano adesso, ma la loro forza grezza corrisponde semplicemente alla condizione primitiva della razza. Prima la legge del corpo, ora alla legge del cervello, dopo la legge del cuore, e infine la legge dell’anima, questo è il piano della sovranità del mondo.

Quali sono alcuni dei poteri non utilizzati che possediamo, ma che non attiviamo a nostro vantaggio?

Muscoli non utilizzati, polmoni non utilizzati, istinti non utilizzati, emozioni non utilizzate, percezioni non utilizzate, facoltà non utilizzate, ideali non utilizzati.

Muscoli inutilizzati ci paralizzano. Non fisicamente, ma quanto a vitalità. Se mai hai visto le gesta meravigliose eseguite da Sandow o qualsiasi altro “uomo forte”, sai quale connessione bellissima di muscoli avvolgono e sostengono il tronco sottile di un atleta allenato — il suo corpo è un’opera d’arte. Ma sai che la sua digestione superba è mantenuta in gran parte da queste fibre muscolari intrecciate, che tengono gli organi digestivi nella giusta posizione, permettendo loro di agire liberamente? Sei anemico, sottile, sofferente di cattiva circolazione? Allora guarda i muscoli di braccia e gambe; a sangue vivo seguono muscoli vivi, e dove c’è debole assimilazione ci sono nervi deboli. Quindi, una cosa apparentemente remota come il sonno è influenzata dalla condizione muscolare, se il sonno è agitato, e il tuo corpo e teso come la corda di un arco, i muscoli della schiena e muscoli delle spalle hanno bisogno di attenzione — la loro flaccidezza permette alla spina dorsale di incurvarsi e al petto di incavarsi, quindi i nervi non riescono a rilassarsi, né il sangue a circolare. Muscoli inariditi portano caos a tutto tutto l’organismo.

Polmoni inutilizzati ci paralizzano. La maggioranza delle persone civilizzate esercitano solo una frazione della loro capacità di respirazione normale, e una serie di mali, dal cervello affaticato e la noia fino alla dispepsia e l’isteria, provengono da questo difetto nella respirazione. Grandi cantanti, campioni di nuoto, e tali altri sviluppatori di polmoni, sono di solito meraviglie di robustezza. Nel fare esercizio fisico improvviso, hai dei capogiri, vertigini, o afflusso di sangue alla testa? Allora le camere dei tuoi polmoni sono a corto di ossigeno, in quanto lo sforzo per riempirle provoca una pressione insolita, che senti di conseguenza. Per quanto tempo puoi trattenere il respiro senza disagi? Se per un minuto o più, sii contento di avere un paio di polmoni che conoscono il loro mestiere e dedicati ad esso. I polmoni sono gli organi di liberazione; esercitati profondamente e regolarmente, ci liberano fisicamente, mentalmente e spiritualmente. I conquistatori sono stati spesso uomini di bassa statura — ma con gigantesca capacità respiratoria. Da Cromwell sul campo di battaglia a Beecher sul pulpito, i conquistatori di cittadelle fortificate del mondo hanno trovato la loro fonte di energia nel respiro.

Istinti inutilizzati ci paralizzano. L’istinto dell’animale lo protegge dai nemici, dai veleni, da tutti i pericoli esterni noti o non noti. All’avvicinarsi del pericolo, la lumaca si ritira nel suo guscio, l’istrice rizza le spine, il cervo fugge con il vento. Ma noi, che si suppone che ne sappiamo di più, facciamo di meno. Regolarmente mangiamo ciò che sappiamo che non ci fa bene, consentendo ai veleni in quantità o qualità di entrare nell’organismo attraverso la bocca; siamo guidati dall’appetito invece che dalla fame; continuiamo a ingurgitare cibo quando dovremmo riposare e ruminare; aggiungiamo tonici e digestivi all’insulto gastronomico — poi tristemente ci lamentiamo con un povero stomaco per siamo quanto afflitti! Per di più, intratteniamo come clienti abituali pensieri tali da portare alla paralisi mentale e alla decrepitezza spirituale — preoccupazione, paura, gelosia, dubbio, dipendenza, inganno, compromesso. La lumaca, il cervo e il porcospino farebbero di meglio. In presenza di questi intrusi dobbiamo coltivare il nostro guscio, i nostri muscoli del volo, o le nostre spine, se necessario.

Emozioni inutilizzate ci paralizzano. L’altezza della nostra realizzazione è direttamente proporzionale alla profondità del sentimento. Tutti i grandi uomini hanno un tratto in comune, una feroce intensità, che annienta tutte le cose superficiali e irrilevanti. Le convenzioni proibiscono questo — le convenzioni vivono di meschinità. Non è “buona educazione” sentire profondamente, è buona educazione morire prematuramente, la bara è il simbolo della buona educazione. Fino a quando la malattia di moda preferita sarà la repressione dei sentimenti, nella stessa misura saranno i disturbi nervosi a essere i sintomi di moda preferiti. Potremmo quasi dire che nessun uomo che non ha vissuto una gioia sublime o un dolore schiacciante è sano. Le nostre emozioni ci estendono fin dentro un regno divino, la cui conoscenza fornisce alle nostre vite umane una capacità infinita di crescita. Sentire profondamente equivale comprendere il mondo; sentire nobilmente equivale penetrare il cielo; sentire fortemente equivale forzare il Fato.

Percezioni inutilizzate ci paralizzano. Fino a quando non sfuggiamo al dominio dei sensi, dimoriamo nel caos personificato. È per questo che il mistico orientale si rifiuta di dialogare, di mangiare, di stringere la mano, di vedere i suoi amici, di gioire della musica o di un profumo, fino a quando i suoi sensi esterni sono stati messi a tacere, allora la sua sensibilità interiore può essere espressa. L’esilio volontario di Tolstoj, alla vigilia della morte, dopo la sua auto-privazione nel corso della vita, altro non era che l’eco del mondo antico dell’anima di essere separato dalla carne, e il percepire in modo più chiaro con i ceppi rimossi. Non possiamo essere tutti i saggi, veggenti o mistici, abbiamo del lavoro da fare sul piano terrestre, ma tutti possiamo riconoscere la presenza di forze più sottili in noi, e così sintonizzarci per ascoltare e dare voce a modo nostro le tensioni celesti del Grande Monito. Tu mi dici che la preghiera esalta l’anima. Io ti dico che la preghiera acclara l’occhio, stabilizza la mano, calma il nervo, accelera il giudizio, rafforza la volontà, rende interamente l’uomo vivo, vigile, e sicuro. L’uomo non religioso è un nano nella sua natura soggettiva. Egli è da compiangere, non da condannare.

Facoltà inutilizzate ci paralizzano. Cosa possiamo fare meglio? Lo stiamo facendo? Possiamo trovare nel nostro lavoro tutto lo spazio necessario per l’espressione dei nostri talenti? Stiamo progredendo ogni giorno consapevolmente verso un obiettivo fisso? Queste domande valgono per l’intero corso della vita e a livello planetario. Ogni essere umano è un conglomerato di qualità positive negative, che devono essere classificati, organizzati, unificati, prima che la equazione personale sia risolta. In ogni collegio ci dovrebbe essere un dipartimento dello Studio del Carattere, dedicato a misurare, al riconoscimento e all’equalizzazione delle facoltà deboli e forti dei giovani che lo frequentano. La scienza craniale afferma che in ogni cervello umano una quarantina di poteri strani, tratti e talenti lottano per potersi esprimere. Quelli importanti sono questi: Individualità, Continuità, Coraggio, Combattività, Autostima, Socievolezza, Sistema, Linguaggio, Musica, Poesia, Invenzione, Genitura, Idealità, Speranza. Il guerriero è debole nella Facoltà Di Ideare, il poeta debole nella Continuità, il pedagogista debole nella Combattività, l’eremita debole nella Socialità, il cinico debole nella Speranza. Ma ognuno è forte nel suo campo particolare. Il problema della vita è quindi di scegliere il nostro campo dove la nostra forza può essere evidenziata.

Ideali inutilizzati ci paralizzano. Un ideale è una premonizione del potere. L’idealista spesso sperpera o non riesce a usare il suo potere — allora lo spettatore incolpa l’ideale. Non c’è nulla di così pericoloso per la vita spirituale come concepire un ideale, intraprendere un pellegrinaggio per quell’ideale, e poi tornare indietro. È come mettersi su un sentiero al bordo di un abisso così stretto e ripido che un passo falso significa distruzione, e non si ha il tempo di fare una pausa o spazio per ritirarsi. Questi sono gli ordini di marcia dati all’idealista: “O lo fai — o muori!” Rimani cieco se vuoi, alle tue possibilità sulla terra, e alle glorie dei cieli dell’aldilà. Ma dopo aver cercato la tua visione, e aver visto una cosa in modo chiaro, seguila fino alla fine. Niente di peggio della morte attende. E a cadere tra le vette, con il pieno sole su di te, è una morte che gli angeli possono invidiare.

“Quindi, come possiamo trovare e liberare noi stessi?”

Forse ti stai chiedendo questo — ogni pensatore onesto deve chiederlo prima o poi.

Non vi è alcun modo semplice, nessun modo rapido, nessun modo a buon mercato. La via più efficace è dura, lunga e dolorosa. Ma tutte le anime grandi che siano mai vissute hanno scelto questo cammino. E più grande è l’anima, tanto più grande è la disponibilità.

Scegli sempre la cosa più difficile.

Ma la cosa più difficile diventa facile quando si desidera farlo. Scopri la tua attitudine e smussa gli angoli ruvidi del destino.

Associati con persone che hanno sviluppato se stessi, che fanno le cose — non che meramente hanno le cose. Lo scalatore sociale è giusto nel metodo, sebbene non nel movente, il modo per andare avanti è quello di seguire quelli che sono arrivati. Ti piace stare con coloro che sai che sono superiori a te stesso? Allora i tuoi poteri sono in linea per lo sviluppo.

Ma non chiamare alcun uomo tuo superiore, semplicemente chiama l’uomo davanti a te tuo predecessore; chiama te stesso grande quanto il più grande, poi sii all’altezza dell’acclamazione.

Sii solo per la maggior parte del tempo. La solitudine è il luogo di nascita di idee forti, piani sottili e scopi sani.

Chiedi a qualche amico gentile di dirti esattamente cosa pensa di te. Raddoppia le sue doti e le sue critiche. Così avrai una buona idea di cosa vuoi diventare, e di ciò che sei ora. Nessun amico ha mai visto il nostro meglio — o osato dipingere il nostro lato peggiore.

Resta in contatto con la letteratura corrente della sua attività o professione. Che tu sia un commerciante o un metafisico, un medico o un costruttore, una casalinga o un insegnante, ci sono libri e riviste in corso di pubblicazione, che daranno una grossa spinta al tuo lavoro, suggerendo modi per economizzare il tuo dispendio di tempo, pensiero e denaro. Qualunque sia la vocazione che persegui, tieniti in contatto con le migliori menti e lascia che il tuo cervello sia affilato costantemente da nuove idee da qualsiasi fonte disponibile.

Impara a risparmiare movimenti nel tuo lavoro. Questo ti darà il tempo per qualcosa di più prezioso del lavoro.

Acquisisci padronanza di una cosa alla volta. È una gioia destreggiarsi con le parole, una gioia destreggiarsi con i pensieri, una gioia destreggiarsi con le azioni, una gioia destreggiarsi con i sentimenti, una gioia destreggiarsi con gli eventi, una gioia destreggiarsi con le persone.

Ma ciascuna di queste forme di maestria è uno studio in se stesso, chi si è laureato in un ramo delle arti e della conoscenza deve immediatamente entrare in un altro.

Effettua un accurato, sistematico, persistente, studio delle opportunità intorno a te. Le persone scontente sono semplicemente cieche. Ci sono porte che si aprono in ogni momento, che la maggior parte non vede perché guardano alle stelle o al fango. La volontà di affrontare la vita spazza via la maggior parte delle ombre che meramente toccano la vita.

Abbi fede nel tuo sogno. È il seme del tuo destino, non permettere a una folata del Destino di spazzarla via, nessuno te lo porterà via, nessuna battaglia lo schiaccerà. Dai sogni crescono imperi. Noi siamo maestri del Fato e possediamo tutto il mondo, finché ancora manteniamo la presa sul nostro sogno.

Libri utili per il miglioramento personale

Come Raggiungere la Felicità

Edward Earle Purinton

Ho trovato molto bello e illuminante questo capitolo del prossimo libro di Edward Earle Purinton che verrà pubblicato. In anteprima per te!

Come Raggiungere la Felicità

Nel più profondo del cuore, noi tutti desideriamo la Felicità. Questa è la fame universale. E solo quando l’abbiamo soddisfatta sentiamo che la vita è bella.

Consapevolmente o inconsapevolmente, abbiamo fatto della Felicità l’oggetto di ogni nostro sforzo. Pianifichiamo, fatichiamo, ci sforziamo, salviamo, soffriamo, speriamo e preghiamo per essa; consideriamo nessun prezzo troppo grande, nessun sacrificio troppo costoso – se solo possiamo essere sicuri di ottenerla. Con essa non chiediamo altro – senza di essa troviamo il mondo intero vuoto e privo di significato.

Anche coloro che non vogliono essere felici sono più felici quando sono perlopiù infelici. Cosicché, come il resto di noi, anche loro hanno aderito al perpetuo pellegrinaggio.

Consideriamo per un momento quanto sia profondo il desiderio, e quanto fondamentale per le attività umane.

Il bambino piccolo, prima che possa ragionevolmente parlare, stende le sue mani piccolissime per un giocattolo che qualcuno gli sta porgendo. Perché? Perché pensa che il gioco lo renderà felice. E lo farà – per un po’ di tempo.

Il ragazzo ambizioso sacrifica tutto per i suoi libri o i suoi sport atletici, considerando perfino il cibo secondario. Pensa che vincere lo renderà felice. E sarà così per un po’ di tempo.

La ragazzina romantica si adorna con dei fronzoli e attende senza fiato l’arrivo del suo principe. Lei pensa che l’adorazione di un amante la farà felice. E lo sarà per un po’ di tempo.

Il proprietario di un business fatica, pianifica e si preoccupa quindici ore al giorno, mentre i suoi dipendenti sono riluttanti a lavorare otto ore. Pensa che il lavoro lo renderà felice. E lo sarà per un po’ tempo.

Il dipendente desidera come prima e ultima cosa e sempre una rapida promozione con una retribuzione maggiore. Pensa che l’indipendenza lo renderà felice. E lo sarà per un po’ tempo.

Il poeta muore di fame nella sua soffitta, non chiedendo altro che di essere lasciato solo con i suoi sogni. Pensa che l’ispirazione lo renderà felice. E lo sarà per un po’ tempo.

La sposa taglia immediatamente i legami di una vita, lanciandosi coraggiosamente verso un futuro ignoto e vasto. Pensa che la maternità la farà felice. E lo sarà per un po’ tempo.

Il vecchio, vecchio uomo, siede meditando accanto al focolare non appena le ombre della sera cadono, cercando fra le braci qualcosa che non può mai più esserci di nuovo. Pensa che la memoria lo renderà felice. Forse lo sarà per un po’ tempo.

Felicità, solo Felicità, è ciò che tutti stanno cercando. Alcuni la stanno trovando – e perdendo di nuovo. Alcuni quasi arrivano a toccarla – sentendola scivolare dalla loro stretta. Pochi la stanno facendo loro, e la conserveranno – se sono disposti a condividerla. Mentre i più – ciechi, egoisti e frenetici – stanno maledicendo un destino immaginario che è solo la proiezione del proprio pensiero offuscato. Stanchi di lottare, alcuni hanno dichiarato la Felicità un fuoco fatuo, impossibile da catturare e da rimanerne delusi. Ma questo è solo perché essi stessi non vedono. Hanno scelto la strada sbagliata, o vagato per strade secondarie, o sono caduti lungo il percorso – e hanno pagato per l’errore ferendosi. Non perché seguono una visione, ma perché si gettano a capofitto, i cercatori di Felicità finiscono nell’afflizione. La Felicità dimora appena oltre l’orizzonte. E fino a quando non alziamo gli occhi non possiamo conoscere il percorso.

Che cosa significa tutto questo?

È giusto dire che la Felicità è il primo obiettivo dei nostri sforzi? Se no, perché la vogliamo? Se sì, perché non riusciamo ad ottenerla?

La risposta è questa: volere davvero una cosa rende giusto averla, ma difficile da ottenere. La risposta ha bisogno di spiegazione. Nessuno vuole davvero Felicità – ciò che tutti vogliono è Crescere. Ma la maggioranza, vedendo solo il frutto dell’espansione, che è la Felicità, non riesce a prendere in considerazione i lunghi e faticosi mesi spingendo verso l’alto attraverso la crosta di terra che si trova tra il seme e il frutto. Così, durante il tempo di crescita siamo portati a sentirci impazienti.

Quando un bambino piccolo è sul punto di imparare a camminare, il padre non prepara un trattato scientifico sui benefici dell’esercizio fisico per un organismo giovanile. Il padre dice con un tono allegro e un sorriso accattivante, “Baby, vedi quella grande mela rossa all’altro lato della stanza? La puoi avere se la raggiungi prima che se ne vada!” E Baby, dimenticando che non può camminare, semplicemente cammina.

Noi siamo i bambini, il boccone di frutta è la Felicità, e il Sommo Saggio Padre mantiene la ricompensa davanti a noi, mentre stiamo imparando, con lividi e lacrime, di camminare da soli. Così, cercare sempre di ottenere la Felicità è essere un bambino nella scuola materna di Dio. Quando siamo cresciuti, ci rendiamo conto che abbiamo solo imparato a camminare.

Che cosa è la Felicità? Questa domanda non è mai stata pienamente risposta se non da chi l’ha fatta.

Questo perché la Felicità è tante cose diverse quante sono le persone diverse. Ognuno deve trovare la propria, o andarsene senza. E qui è dove la maggior parte della confusione nasce. Abbiamo la pretesa di prendere in prestito la Felicità dai nostri vicini, di ereditarla dai nostri antenati, elemosinarla dai nostri amici, o rubarla ai nostri nemici, quindi se poi ne deriva solo miseria diamo la colpa al destino invece che alla nostra ottusità.

La Felicità di Napoleone sarebbe stata tortura per Shelley – e la Felicità di Shelley sarebbe stata irritazione per Napoleone. Shelley era una cosa alata, svolazzante, struggente, la cui gioia era quella di salire nel cielo con l’allodola della quale cantava. Napoleone era un rigido grande mostro di distruzione, mosso dalle raffiche del vento del nord e che esultava in un mondo che giaceva distrutto. Il guerriero ha preso la sua Felicità dalla Natura – il poeta ha preso la sua da Dio. Fra le due ci sono ere di umana esperienza e una infinità di desideri umani.

Di conseguenza, per sapere ciò che ci rende felici, dobbiamo sapere dove siamo nella scala dell’evoluzione. Siamo per lo più animali – o per lo più angeli? Dei primi, non abbiamo bisogno di vergognarci, degli ultimi, non abbiamo bisogno di avere paura. La vita umana nel migliore dei casi non è altro che un ponte provvisorio per condurci dagli aspri confini della Natura nel fragrante regno di Dio. Voler essere umano per il bene dell’essere umano equivale ad avere come massima ambizione la piccola solitaria garitta di guardia su un ponte. Noi non siamo pienamente umani fino a quando il nostro cuore e il nostro corpo non anelano soprattutto alla saggezza naturale degli uccelli e dei fiori e delle bestie della giungla, e finché la nostra mente e la nostra anima non hanno altrettanta sete per gli angeli celesti, le stelle e i serafini. Essere felici equivale ad essere completi.

Ci sono donne che, come la colomba, sono felici solo quando esprimono tenerezza, ci sono uomini che, come il leone, lo sono solo quando esprimono forza. E ci sono, di tanto in tanto, esseri umani pienamente sviluppati che hanno in loro un po’ della colomba, un po’ del leone, e un po’ di mille altri antenati primordiali sconosciuti o a lungo dimenticati. Per questi ultimi, la Felicità è un complesso e doloroso oggetto di sforzo. Noi tutti conosciamo persone che oggi sono angosciate e domani sono in estasi. Pensiamo di loro come “bizzarri” – perché non siamo in grado di comprenderli. Sono grandi anime, solo non sono in grado per il momento di come impiegare se stessi. La persona chiamata “enigma” è qualcuno completato, tranne che nel nome; mentre coloro che lo chiamano tale sono appena abbozzati. Un buon modo per essere felici è quello di cercare indietro milioni di anni il verme che siamo stati, quindi guardare avanti oltre un milione di ere, al dio che diventeremo; poi sorridi alle sciocche vessazioni e alle tragedie senza senso che riempono una vita che dura un attimo.

Verifica questa dottrina dell’evoluzione umana. La prossima volta che sali su un tram, esamina le facce allineate per una facile ispezione. Scoprirai una varietà di animali travestiti da uomini – e forse una varietà di angeli in embrione. Ci possono essere asini, ratti, volpi, pappagalli, e tacchini. Oppure ci possono essere tigri, elefanti, levrieri, aquile e uccelli del Paradiso. Riesci ad immaginare un rinoceronte che dice a un cerbiatto come essere felice? Può essere altrettanto difficile per me dirlo a te, o per te dirlo a me. Quello che possiamo fare è dirci l’un l’altro come dirlo a noi stessi. E questo è lo scopo di questo libro.

Questo ci porta alle nostre conclusioni riguardo alla Felicità, come segue: Gli esseri umani sono gli unici abitanti della terra che sono proverbialmente, cronicamente, e costantemente infelici. Gli animali sono se stessi – gli uomini e le donne non lo sono.

E questo che segue spiega.

Il nostro cibo, i nostri vestiti, le nostre abitazioni, i nostri libri, i nostri divertimenti, le nostre abitudini, le restrizioni del lavoro, perfino la nostra educazione e la teologia, sono per lo più innaturali perché ci sono state imposte per eredità, dall’ambiente, dalla civiltà in generale. Quindi dobbiamo guardare a terra per la nostra prima lezione in Felicità. Prima di poter anche immaginare la Felicità connessa a noi stessi, dobbiamo rilanciare l’istinto naturale che ci spinge a fare ed essere la cosa che amiamo. Inoltre, invece di renderci empi, questo ritorno di spontaneità ci metterà in contatto con le più grandi forze celesti che arrivano come un soffio di vento, in una maniera veloce, bella e gentile.

Chiamiamo i nostri amici senza il dono della parola della foresta, dell’aria e del mare “animali inferiori”. Ma in realtà sono superiori a noi – perché sono più veri a ciò che sanno. In tutte le abitudini di estrema importanza della vita dobbiamo imparare da loro. Il nostro cibo, i nostri bagni, i nostri vestiti, il nostro esercizio, il nostro sonno e il lavoro e il gioco devono essere tutti conformi alla natura, se vogliamo stare bene, che è la prima considerazione nell’essere felici.

Questo capitolo vuole invitare alla riflessione – niente di più. Come regola generale, le persone che vogliono di più essere felici sono quelle che pensano meno. Quindi il primo passo è quello di una autoanalisi; illustrazioni di metodo, ma non necessariamente di conclusione, sono offerte in questo capitolo. Qualunque cosa che ci rende veri ci rende felici, e tutto ciò che ci rende davvero felici deve farci veri, e la cosa vera è più facile da trovare della cosa felice.

La Felicità può venire con un abito nuovo, un successo negli affari o un divertimento preferito. E può venire con il sacrificio di una madre, il voto di una suora, o l’angoscia di un martire. Tutto dipende da ciò che siamo, ciò che desideriamo, fino a che punto siamo andati avanti nel nostro auto-sviluppo.

La Felicità è un potere – non un possesso. È la capacità di essere ciò che siamo, facendo quello che siamo in grado confidando in ciò a cui aspiriamo – e lasciare che la Provvidenza si prenda cura del resto. Ognuno può averla lavorando in questa direzione. E nessuno ne ottiene di più di chi vi lavora di più. Questo perché la Felicità non è un dono, ma una ricompensa al merito.

Il vero segreto di essere felici è quello di prestare attenzione a nuovi modi di crescere. La gioia è caleidoscopica – un giro del polso e la composizione cambia. Ogni nostro pensiero o atto mette una nuova serie di forze in operazione. Se oggi sbagliamo, domani soffriamo. E dobbiamo imparare a vedere la causa nell’effetto.

Inoltre, la Felicità che cerchiamo potrebbe non soddisfarci quando arriva. Dobbiamo fare i conti con la trasformazione di cose che ci piacciono in cose che non ci piacciono e di cose che non ci piacciono in cose che ci piacciono. In ogni momento della nostra vita, di veglia o di sonno, stiamo cambiando. Ciò che ci faceva piacere ieri, oggi può portare dolore. Come il fiore, la Felicità germoglia e fiorisce e diventa frutto. Inoltre, come il fiore, la Felicità appassisce e cade. Solo il seme rimane, che è l’aspirazione ad ogni gioia che sta nel cuore. Se siamo umanamente saggi, imparando a raccoglierlo e piantandolo di nuovo possiamo fare della Felicità un fiore perenne, con un frutto per sostenerci quando la sensazione profumata del petalo sarà svanita nella memoria.

Una Dichiarazione di Libertà

Edward Earle Purinton

Un bellissimo scritto di Edward Earle Purinton estratto dal prossimo libro che verrà pubblicato.

Una Dichiarazione di Libertà

Sognare senza giustificarsi;

Agire senza rimpianti;

Avere convinzioni che sono invincibili e inviolabili;

Lavorare con la forza e l’abilità di un uomo – ma giocare con l’ardore e dormire con la fiducia di un bambino;

Non dovere nulla, guadagnare tutto, dare molto, e tenersene un poco;

Mantenere un’ambizione che cinge il mondo – quindi osservare i possedimenti svanire con un sorriso;

Dare valore al cameratismo e aggrapparsi ai propri cari – ma considerare la solitudine la vera fonte del potere;

Emulare gli eroi ed esaltare i pionieri del mondo – ma non imitare nessun uomo, né ritenerne alcuno più grande di sé stessi;

Gettare il mondo lontano, per conseguire un ideale amato;

Vivere le proprie convinzioni con riservato e intrepido coraggio – rispettando le convinzioni di ogni altro uomo;

Trovare la più grande gioia nelle cose semplici della vita – ma muoversi con sovranità in mezzo alle cose grandi;

Padroneggiare tutto ciò che gli uomini chiamano saggezza – per poi essere infinitamente umile di fronte al vasto Ignoto;

Dilettarsi con dolcezza e gloria nella solidità del corpo umano perfetto – ma amare il corpo solo come espressione dell’anima;

Dimenticare il passato, e creare un futuro splendido di ogni giorno a venire – da vivere con onestà;

Essere sempre contento di ciò che si ha – ma sempre insoddisfatto di ciò che si è;

Essere calmo nel dolore e coraggioso nella sconfitta – ma buono e gentile nell’ora del trionfo;

Servire e governare, con pari maestà;

Creare felicità per se stessi – per essere poi più felici nel condividerla;

Rallegrarsi per l’amicizia dei bambini;

Alleviare il fardello di coloro che sono oppressi – per poi insegnare loro a occuparsene con serenità ed equilibrio;

Scacciare la paura, anche la paura della morte, sapendo che la morte altro non fa che liberare l’anima in un più vasto campo di attività;

Vedere ovunque solo il bene;

Conoscere ed essere se stessi;

Dare voce a ciò che dal di dentro urla di volersi esprimere;

Amare – e lasciarsi andare;

Questo significa essere Libero.

Prefazione del libro La Filosofia del Digiuno

la filosofia del digiuno

Prefazione alla presente edizione italiana

a cura di Luciano Gianazza

Dopo aver portato all’attenzione del pubblico italiano i libri di Arnold Ehret, noto come l’ideatore e maestro del “Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco”, vogliamo ora presentare ai nostri lettori un altro autore di un libro sulla salute sia fisica che spirituale pubblicato originariamente nello stesso periodo, i primi decenni del Novecento.

Parliamo di Edward Earle Purinton, un autore che ha conosciuto la Verità al di là della realtà apparente, come traspare dal libro. Purtroppo si conosce pochissimo della vita di questo autore, se non che è nato il 24 aprile del 1878 ed è morto nel 1945. I contenuti del libro, però, non possono che essere l’opera di un genio.Il titolo del volume, La filosofia del digiuno, non deve trarci in inganno: non si tratta di uno dei tanti libri sul “digiuno”, per quanto dì esso si parli e ne vengano date istruzioni per farlo. È l’aspetto filosofico e spirituale del digiuno che viene maggiormente descritto con dovizia di particolari, soffermandosi sui differenti obiettivi che possono essere raggiunti tramite il digiuno, in modo da soddisfare un tipo di pubblico più vario. Il digiuno specifico trattato in questo libro ha la precisa durata di trenta giorni e Purinton lo compara a quello dei mistici, sia orientali che occidentali, dei proto-cristiani e del Cristo stesso.

Conoscere la verità dietro il velo dell’illusione, sapere chi sei veramente, conoscere lo scopo della vita, ottenere la perfetta salute fisica, mentale e spirituale, sono le mète raggiunte dall’Autore grazie a ciò che lui chiama il “Digiuno della Conquista”.

L’Autore è irriverente, senza compromessi, nei confronti dell’ipocrisia che regna nei campi della scienza, della religione e della civiltà in generale. Egli ritiene che questo non sìa un libro “per tutti”.

Secondo le sue stesse parole: «Il successo di questo libro sarà proporzionale al numero di quelli che non lo leggeranno. E il suo fallimento potrà essere misurato con la quantità di acclamazioni che susciterà».

Chi ritiene di essere nient’altro che un mero corpo fatto di carne e ossa e che lo spirito sia un’invenzione della religione, troverà in questo libro utili nozioni per ottenere uno stato di salute invidiabile, anche se inaspettatamente potrebbe raggiungere qualcun’altra delle mète prefisse. Inoltre, questo potrebbe essere il libro ideale per chi desidera conoscere se stesso, per sapere chi egli sia veramente, per fare dei passi in avanti verso l’Infinito. Anche per chi già dice di sé “Io sono me stesso”, potrebbero esserci delle sorprese nello scoprire che quello che si crede che sia, spesso non è!

In questo Terzo Millennio, l’Umanità è più che mai confusa e a confonderla sempre di più contribuisce la letteratura del filone “New Age”, con tutta una serie dì libri sul miglioramento personale, un miglioramento da considerarsi presunto e spesso inesìstente, a dispetto delle rassicurazioni degli autori. Passata l’euforia dopo la lettura o la partecipazione a un “seminario” sul tema, quasi sempre ci si ritrova come si era prima, con in più una nuova delusione da archiviare. È invece molto probabile che ciò non accadrà con il presente libro, il quale non finirà dopo la prima lettura sullo scaffale assieme agli altri per non essere più letto, ma sarà sempre a portata dì mano per una continua rìlettura, proprio come facciamo con ì libri che veramente amiamo.

La cultura occidentale, prevalentemente materialista, cerca di spiegare scientificamente l’esistenza del genere umano in quanto frutto dell’evoluzione di un insieme di elementi che si sono uniti casualmente partendo dal Caos. Non pone domande sul perché siamo qui e cosa ci facciamo. Attribuisce all’uomo delle qualità e delle virtù e considera desiderabile conseguirle e mantenerle, e chiama colui che le possiede “Uomo” con la “u” maiuscola, considerando come suo obiettivo il progresso scientifico e tecnologico in contìnua espansione. L’aspetto spirituale viene lasciato alla religione, ritenendo necessario per le persone credere in qualcosa di superiore che le protegga per affrontare le difficoltà della vita.

Se questo è il caso, allora, il lettore convinto che non vi sia altro al di là dell’esistenza materiale potrebbe non essere soddisfatto dell’acquisto.

In àmbito spirituale, molti hanno cercato di dare un significato alla nostra permanenza sulla Terra. C’è molta letteratura sul tema in cui si lègge principalmente che noi siamo qui per una missione oppure per fare esperienza e poi arrivare a un livello superiore di esistenza. Tutto questo è molto poetico, ma la cosa che più si avvicina alla verità su come stanno veramente le cose è una colonia penale per soli ergastolani senza possibilità di abbreviare la pena per buona condotta. Ogni essere spirituale sulla Terra, vita dopo vita, si sigilla compulsivamente dentro una macchina chiamata corpo umano, programmata per pensare con concetti prestabiliti secondo un protocollo chiamato “Umanità” e ad agire conformandosi a esso. Sotto questo punto di vista il film Matrix non è pura e semplice finzione. Non è possibile qui allargare il discorso per spiegare perché ci troviamo in questa situazione, ma chi pensa di non essere uno “spirito” bensì soltanto un corpo e non volesse considerare la possibilità che le cose stiano diversamente, allora probabilmente non sarà completamente soddisfatto dell’acquisto di questo volume.

A chi, quindi, questo libro potrebbe offrire completa soddisfazione? A chiunque non sì opponga alla possibilità che Lui stesso possa essere Dio. Non dimenticando che c’è differenza fra poter essere Dio e essere Dio. Fra le due condizioni c’è tutto un cammino che La filosofia del digiuno mostra a chi lo leggerà senza pregiudizi.

A quelli che hanno già acquistato il libro prima di aver letto questa breve presentazione vogliamo offrire i nostri complimenti: la loro anima li ha spinti ad acquistarlo, e non importa se essi credano di essere un corpo o di essere uno spirito decisamente umano, avranno fatto comunque un’ottima scelta!

Come avere successo

Edward Earle Purinton

Trad. 

Siamo figli non di uomini, ma del Destino. Quindi, un vero fallimento è impossibile. Ogni essere vivente è nato per essere grande, ognuno a modo suo. E raggiungere la grandezza può essere niente di meno che esprimere ciò che si è fin dal principio.

La meraviglia della vita umana non è la grandezza di pochi, ma la cecità di molti. Chi vede la verità riguardo a sé stesso e la vive, deve essere grande. Non potrebbe sfuggirvi, se lo volesse. All’uomo in pieno possesso di sé stesso, anche il genio appare banale. Perché anche il genio è privo di controllo.

Siamo tutti grandi.

Questa coscienza, che risiede nel profondo del nostro essere, è la roccia della verità su cui poggia qualsiasi successo terreno. Commisera l’uomo che mette in ridicolo i “sogni di grandezza” dei giovani. Le gigantesche figure della storia hanno modellato un sogno con la polvere di stelle, poi attenendosi ad esso hanno sfidato il mondo a una battaglia di moschetteria spirituale. I pianeti sono insignificanti prima della comparsa dell’uomo il cui sogno è diventato determinazione.

Di ogni grande uomo questo una cosa si può dire: Egli stesso è. Non importa cosa quel sé sia, esserlo significa avere successo.

Ciò che i grandi uomini hanno sentito, quello sono stati. Ciò che hanno visto, lo hanno fatto. Ciò che volevano, hanno vissuto per quello, lavorato per quello, aspettato per quello, osato sperare per quello. Tu, o io, o chiunque, avrà successo afferrando la legge in base al quale tutti gli uomini hanno successo. Dove falliamo, abbiamo semplicemente infranto la legge.

Il successo è il potere di usare il proprio sé come la Natura intendeva. Il successo non è un definito oggetto da guadagnare o a cui puntare al fine di raggiungerlo; quelli che considerano il successo in questo modo non hanno mai successo. La misura del successo è l’espansione dell’individualità. Se oggi possiamo fare o essere o capire di più di quanto eravamo in grado ieri, ci stiamo riuscendo. Ma i frutti, come il denaro, l’amicizia, o la fama, sono puramente incidentali. Ed è per questo che non si può mai giudicare la felicità di un uomo dal suo apparente successo. E’ sempre felice solo chi sta consapevolmente crescendo più forte, di giorno in giorno. E che viva in una capanna o in un palazzo poco importa.

Il potere umano fluisce attraverso molti canali, per avere successo occorre semplicemente trovare e utilizzare il canale che ci appartiene.

Il successo è fondamentale per la Felicità. Per essere completamente felici, dobbiamo avere, o avere il potere di avere molte cose. In questi ultimi giorni di ridicola messinscena metafisica, forse sei stato indotto a pensare che la felicità risiede in espressione all’acqua di rose, un atteggiamento di alabastro, e la sensazione generale di non contare nulla. Non crederci. Il primo ingrediente della felicità è la grinta, pura grinta. E l’uomo che non è mai stato costretto a battagliare si nasconde come un codardo in un sogno di beatitudine preso in prestito.

Noi siamo in parte animali, in parte umani, in parte dio. Riunendo queste tre nature in una sola, il tempio della Felicità ha tre portali: quelli di Volere, Ottenere, e Dimenticare. La prima è la porta dell’animale, la seconda quella dell’umano, la terza quella del dio. Il cortile esterno è l’evoluzione, il cortile interno è l’adattamento, il santuario è la trasmutazione. Non possiamo raggiungere lo stato divino se non volendo qualcosa violentemente, ottenerlo conquistandolo, poi usarlo per uno scopo più elevato di quello che avevamo prima. In breve, il Desiderio è precursore della Divinità. E la predicazione orientale dell’uccisione del Desiderio equivale a chiudere fuori Dio. Essere buono essendo indolente è come far funzionare una linea elettrica fermando la corrente con l’interruttore.

Ecco un’idea per tutti gli uomini: Se vuoi essere davvero felice, coltiva la madre in te. E’ l’orgoglio egoista, brutale, goffo, cieco, e grossolano dell’uomo che schiaccia le cose simili al fiore che, se gli venisse permesso di crescere, sboccerebbe in Felicità. Nessun uomo è completo fino a quando non si compatisce per essere un uomo.

E’ così naturale per una vita umana avere successo come lo è per l’allodola a cantare, per la rosa fiorire, o per l’ape fare il miele. Il gran numero di fallimenti umani, parziali o totali, può servire a dimostrare la repressione, la distorsione e l’artificiosità di ciò che chiamiamo civiltà. I grandi successi del mondo sono le anime che non si lasciano ostacolare. La prima mossa verso il raggiungimento è diventare egocentrico.

Tarpa le ali all’allodola, e il canto muore, raffredda il cuore della rosa, e il bocciolo appassisce, minacciare, rifiuta e scoraggiare il bambino in crescita, e un altro mezzo uomo barcollerà tra le fila dei milioni di mezzi uomini imbronciati ciecamente in lotta per il pane. Per avere successo è in primo luogo necessario essere educati dal di dentro.

Fallimento, in contrasto con l’opinione generale, non è semplice mancanza di successo. Il fallimento è una malattia. E il primo aiuto verso la cura è l’eliminazione. Il cibo malsano nel corpo è la fonte principale di malattia; i pensieri malsani nella mente sono la fonte principale del fallimento. Ogni uomo che non realizza il proprio desiderio ha un’idea sbagliata da qualche parte nella parte posteriore della sua testa. Questa idea sbagliata paralizza sforzo, vizia la speranza, rende il sofferente inattivo, cupo, pessimista. Scopri di cosa si tratta, tirala fuori, mettine una sana al suo posto: questo è il modo per avere successo.

Alcune idee malsane sono queste.

Uno spirito di ribellione. Questo prevale in chi immagina il successo dovuto a doni esterni. “Altri hanno più chance, una migliore educazione, un talento più grande, un destino più fortunato, quindi ci riescono.” Decisamente no; caso, destino, fortuna o sfortuna, eventi accidentali, sono miti inventati dal debole per vilmente nascondere le sue debolezze. Napoleone, Lincoln, la maggior parte dei grandi spiriti del mondo, ha creato fortune dalle difficoltà e opportunità dalle limitazioni. Il successo, in primo luogo, è il valoroso rifiuto di venire abbattuti. Abbiamo bisogno di un sacco di scoraggiamenti sani per mettere il nostro sangue in condizioni di combattimento. Ribelli? Sì, alla nostra inefficienza. L’unica giusta rabbia è nei confronti della nostra debolezza.

L’abitudine di cavillare. Il modo per curare le cose spiacevoli è quello di ignorarle. Eppure ci sono uomini a cui l’universo finisce nel caos per un giorno perché le loro uova per la prima colazione sono state strapazzate male, e ci sono donne che vedono tutti di traverso quando un ridicolo ornamento su un abito nuovo lo ha fatto andare fuori piombo per una frazione di pollice. Una mente assorbita in sciocchezze non può nemmeno capire la forza cosmica che anima coloro che raggiungere gli scopi prefissi. Nulla conta, assolutamente ed eternamente. Imprimiti questo – allora grandi cose inizieranno ad accadere.

La sensazione di autocompiacimento. Si dice che tutto è bene. “In definitiva, sì. Ma se percepisci i significati più sottili della vita, sarai lacerato da un enorme malcontento e costretto a rompere la crosta impregnata di incomprensione che mantiene lontano le anime degli uomini. Ere di sforzi, quantità infinite di energia, non potrebbero fare di questo mondo ciò che dovrebbe essere. E per un uomo essere soddisfatto di ciò che ha fatto, o ha avuto, o è stato, è come per una formica vantarsi di un mucchietto di sabbia all’ombra del Himalaya.

Tendenza all’impazienza. Il serio e l’ambizioso sono ansiosi quanto i loro fratelli pigri sono indifferenti. Ma considerare come i padroni del mondo faticano, pianificano e aspettano il risultato dei loro sforzi. L’equilibrio dà potere.

Confusione di desideri. Sai esattamente ciò che vuoi di più? Se non lo sai non stai vivendo, stai meramente vegetando. In ogni vita c’è, in origine, un desiderio supremo. Scoprilo, concentrati su di esso, fallo diventare il tuo dovere, la tua gioia, e la tua religione. A quel punto vedrai Dio. E’ il fuoco divino di uno scopo che consuma che giustifica e glorifica la creazione. Vuoi liberarti dei dubbi, degli affanni e delle preoccupazioni della vita di routine? Allora abbi il coraggio di bruciare con fervore fino a quando i veli del compromesso si staccano e cadono a terra.

Paura della solitudine. L’isolamento è il luogo di nascita di grandi idee. E le grandi idee, cresciute diventano grandi conquiste. Credo che la figura più colossale della storia sia quella di Napoleone che si prende cura del suo fuoco acceso solitario mentre il mondo dormiva, e nella sua mente spazzava via dal mondo le opposizioni. Il mondo non si sveglia fino a quando l’uomo che è stato in disparte non ritorna con la sua visione. Sii molto solo, pensa a te stesso, guarda lontano, partecipare all’Infinito, e afferra l’umano destino nel palmo della tua mano.

Per le cellule del cervello, il pensiero erroneo è reale veleno virulento. Distrugge o danneggia il tessuto nervoso con potenza infallibile. In aggiunta alle precedenti idee o abitudini patologiche, possiamo osservare quanto segue: l’invidia, la rabbia, l’ozio, l’irregolarità, l’eccessiva serietà, la leggerezza, la dipendenza, l’auto-indulgenza, l’orgoglio, l’egoismo, il fatalismo, la paura dell’opinione pubblica, il culto degli antenati, la tendenza ad imitare, l’avidità, l’odio, le motivazioni commiste. Tutti questi fattori invalidano il successo, non è altro che un normale, sano, stato mentale in azione.

Per curare i mali del corpo, aumentiamo consistentemente aria, cibo e acqua puri.

Per curare il fallimento, una malattia della mente, suggeriamo i seguenti sani pensieri tonificanti:

1. Trova una ragione per vivere. Molte persone l’hanno persa. E con la ragione, svanì la gioia. Visualizza un po’ di cose che stai per fare o essere, quindi rimani fedele a tale scopo anche se il cielo dovesse cadere. Un obiettivo irremovibile è la spina dorsale della spiritualità, senza di esso la natura morale crolla.

2. Studia la vita dei grandi. Non perché hanno vissuto, ma perché vivono. Gli uomini fanno la storia, la storia disfa gli uomini. Leggi le biografie – non la storia. Nota gli ostacoli insormontabili che i grandi uomini hanno oltrepassato – quindi scaccia il tuo cruccio preferito con un lungo addio. I migliori amici non sono i parenti o i conoscenti; piuttosto li troverai nelle pagine di un libro che attanaglia il cuore. Le vite dei pionieri sono il più ricco patrimonio messo a disposizione per il sostentamento umano.

3. Considera buone tutte le condizioni. In ultima analisi lo sono. E per vedere come, non abbiamo che da guardare abbastanza avanti. Ottieni la visione di Robert Browning, e dovrai amare il mondo come lui lo amava.

4. Sii positivo. Stringere i denti, comprimere le labbra, o battere i piedi, è un bell’esercizio spirituale. Se ti manca il coraggio di dare una spallata, prendi lezioni di boxe. Uno degli errori correnti del giorno è l’illusione che non avere spina dorsale accompagni un elevato stato di illuminazione. Dio fa che le cose vengano fatte.

5. Elimina ciò che non è essenziale. Compresi i [tooltip title=”Pink Teas” content=”Quando le donne facevano la campagna per avere il diritto di voto agli inizi del 1900, le loro riunioni erano frequentemente interrotte da avversari. A molte donne era proibito dai loro mariti o padri di partecipare a tali riunioni, e altre semplicemente non avevano il coraggio di farlo a causa della forte opposizione. I Pink Teas (Te Rosa) furono quindi ideati come un modo per le donne di riunirsi per discutere di questioni importanti fra cui il diritto di voto. Solo le donne erano invitate, e i tavoli della sala da tè erano decorati con frivoli centrini rosa. Se arrivavano gli oppositori, le donne semplicemente cambiavano l’argomento con i blandi convenevoli che ci si potrebbe aspettare in una normale sala da tè. Di conseguenza, l’opposizione, che era di solito costituita da uomini, si sentiva a disagio frequentando queste sale da te. Quindi evitarono di interferire in modo da evitare l’imbarazzo.” type=”info” ]pink-teas[/tooltip]*, ricevimenti di pettegolezzi, sfilate di moda, futili conversazioni, corrispondenza di circostanza, inviti in società, galateo a quattro forchette, soprammobili senza senso, e inutili vecchi cimeli. Più o meno una cosa su venti fra quelle che fai è utile; bandisci le altre diciannove.

6. Dai ossigeno alle tue preoccupazioni. La maggior parte dei lettori sono pensatori nati. Ciò significa più sangue nel cervello di quanto dovrebbe andarci. Conseguenza: una terribile situazione di auto-intossicazione che molti scambiano per profonda introspezione. Suona qualcosa e diventa allegro, corri intorno alla casa una dozzina di volte quando è scesa la notte e la gente rispettabile cura il fuoco nel camino; iscriverti in una palestra e impara qualcosa che valga la pena, balla una giga, o fai una lotta con i cuscini, o prendi a pugni un sacco da pugile, fai dell’attività fisica intensa un’abitudine di seconda natura, e gli obiettivi verranno realizzati molto più velocemente.

7. Sviluppa l’immaginazione. Gli uomini che avanzano con decisione sono quelli che possono vedere senza i loro occhi. E ogni atto degno di nota è stato completamente visualizzato nella mente prima di potergli dare la forma esterna. Una idealità costruttiva la base del progresso materiale.

8. Fai del miglioramento la tua parola d’ordine. Il top è sempre riservato al meglio. Non importa cosa faccia, se lo fa meglio di un altro. Le condizioni infelici hanno lo scopo di rafforzare la qualità che danno felicità. E il fallimento è impossibile, finché uno continua a tentare.

9. Coltiva un’amicizia. Non c’è nulla che dà più energia di essere compresi. Nel nostro cuore, il più saggio di ciò che siamo è un piccolo bambino, che vuole ricevere cure materne, ed essere amato, e lodato per essere buono. Se abbiamo qualcuno con cui condividere gli ideali, non potremo mai essere soli o disperati. Vale la pena di coltivare un amico così.

10. Stabilisci il collegamento con lo Spirito Onnipresente. Tramite la preghiera, il canto, la meditazione, il sacrificio, la poesia, o qualsiasi altra strada in direzione della Grande Vita, fa che il vero progresso sia verso la coscienza intensificata e un’ampliata comunione di sentimenti. Ciò che guadagniamo non è che la risposta a ciò che sentiamo. Ed essere in vibrante contatto con il vasto Scopo Divino equivale a muovere le cose della Terra con una forza travolgente. Una devozione religiosa a qualcuno o qualcosa è la forza motrice per il successo. Quelli che falliscono non sono nient’altro che scollegati dalla loro Sorgente. Luce infinita, energia infinita, gioia di vivere infinita, attendono ogni mortale che si connette alla Sorgente.

Libertà, lo scopo della vita

Edward Earle Purinton

Edward Earle PurintonTrad. Luciano Gianazza

L’uomo completo è libero. E il fatto che siamo tutti schiavi dimostra quanto giovani siamo nell’evoluzione del mondo.
Non ho mai visto un uomo che fosse libero. Ogni uomo è legato a qualche possesso, qualche persona, qualche abitudine, consuetudine o tendenza, qualche paura, debolezza o desiderio. E le possibilità divine dell’animo umano rimangono inerti e inutili come le ali di un grande uccello crudelmente imprigionato in una gabbia le cui sbarre di ferro sono dorate per ingannare. Il primo segno dello schiavo è quello di mascherare i suoi limiti. E tutti noi lo facciamo – invece di affrontarli apertamente e sfuggire alla loro spiacevole presa.
Non è possibile limitare il corpo di un bambino senza incorrere in proteste da parte del bambino. Se tu fossi un mostro tale da mettere un bambino indifeso in catene la legge ti costringerebbe a desistere. Ma che dire della tua mente? Questa è anche più delicata, più fragile, più preziosa, della morbida forma rosea di un bambino. E se potessi avere un’immagine della tua mente, vedresti una cosa incatenata, mutilata, distorta, derubata dei suoi poteri meravigliosi da superstizioni, convenzioni, mezze verità e compromessi che sottilmente l’avviluppano e la strangolano. Dovremmo essere tutti dei geni se avessimo pensato con la nostra testa, e i nostri genitori con la loro.
Mi piace il vero iconoclasta. Egli può essere avventato, imprudente, prematuro, ma è almeno indipendente. E tutte le opere immortali dell’uomo sono state fatte in uno spirito di libertà.
Se non hai mai pensato in modo “particolare”, devi sapere che è all’ordine del giorno, perché l’individuo è sempre particolare. E se ti fermi a riflettere su ciò che la gente pensa, sei accecato dalla polvere del destino, non sei al passo con il progresso. Gli spettatori della vita fanno clamore – i soldati non hanno altro tempo che per combattere.
Che cos’è la libertà?
Non è fanatismo, non è protesta, non è ozio, non è arroganza, non è dispotismo, non è alcuna delle cose sollecitate dall’anarchico, che fra tutti gli uomini è schiavo della sua propria ossessione.
La libertà è il potere cosciente di esprimere qualsiasi cosa, tutte o nessuna di te stesso quando vuoi, come vuoi, perché tu lo vuoi. Questo, nota, è l’opposto di licenza. Libertà significa espansione, espansione significa esercizio, esercizio significa abilità, abilità significa lavoro – e quanti pochi di quelli che sbraitano libertà sono disposti a lavorare! L’ozio, che è il vanto di coloro che parlano di libertà, è davvero sconfinare nel tempo e nella disposizione d’animo degli altri.
La libertà, come il denaro, è sprecata per chi non se l’è mai guadagnata. La libertà non orientata è vagabondaggio. Chi è veramente libero – il vagabondo cencioso o il viaggiatore ricco? Libertà significa preparazione non meno che espansione. E’ da stolti desiderare ardentemente un’opportunità senza il potere di coglierla.
La libertà costa più di altri doni della vita – è per questo che così pochi l’ottengono.
Vuoi sapere qual è il prezzo della libertà? Pazienza infinita.
Guarda Paderewski sul palcoscenico, e mormora “Come suona con facilità!” Osservalo nelle lunghe e tediose ore di isolamento mentre ripete risoluto un esercizio 300 volte prima di padroneggiarlo, allora esclamerai “Come lavora terribilmente duro!”

Vuoi essere libero? Raccogli le tue catene, per una maggiore velocità nella tua corsa handicap. L’atleta vincente è fiero nell’handicap. [tooltip title=”Assegnare l’handicap” content=” Nella corsa handicap ai cavalli più forti vengono applicati dei pesi per dare pari opportunità di vincita ai cavalli più deboli. Il senso dell’esempio usato dall’autore è che il Fato dà maggiori difficoltà da affrontare a un vincente – ndt” type=”info” ]Il Fato non stabilisce un handicap[/tooltip] per nessuno, se non per un vincente.
Per il lungo e faticoso percorso della lotta umana possiamo raggiungere il monte soleggiato della libertà – e la maggior parte di noi percorre quella strada. Ma un viale più breve, meno impervio si snoda lungo il calmo ritiro della meditazione divina – e le poche grandi anime del mondo lo hanno sperimentato.

Non ci manca il potere di spezzare le nostre catene e di gettarle via per sempre, ci manca il coraggio, l’equilibrio, l’abilità, la persistenza. Nulla dall’esterno ci può legare, nessun uomo potrebbe mai renderci schiavi, siamo giudicati dal nostro proprio pregiudizio, condannati dalla nostra propria debolezza, incatenati e imprigionati dalla nostra propria ignoranza. Nessuno è il nostro padrone nella misura in cui si è padroni di se stessi; e le catene che ci portiamo, le abbiamo adattate ai nostri limiti. Quando ci rendiamo conto di questo, convertiamo la protesta in potere.
Vai in qualsiasi prigione e troverai una folla di prigionieri cupi, impotenti nelle loro manette, che mordono il freno, incattiviti nell’impotenza. Ma la schiavitù non sta nei legami. L’uomo che si fa chiamare “Il Re delle Manette” solo sorride ai rivetti e alle serrature delle catene fatte a macchina; in qualsiasi carcere, egli elabora il suo proprio metodo di fuga. Dal buio mentale e dal confinamento spirituale in cui la maggior parte degli uomini vive, possiamo tranquillamente uscire quando abbiamo sviluppato le nostre forze di auto-emancipazione.
Sei libero?
Ecco una domanda che presto avrà risposta. C’è qualsiasi cosa, una qualsiasi persona, qualsiasi condizione di vita che devi avere per farti felice? Se è così, tu sei uno schiavo.
Tutti i tuoi amici potrebbero andarsene, tutti i tuoi beni potrebbero svanire, tutte le tue speranze finire in rovina, il mondo stesso potrebbe finire – ma tu rimarresti calmo e imperturbabile? In caso contrario, sei solo una proprietà mobile, legata al capriccio del destino. Vorresti sperimentare un nuovo tipo di felicità? Impara a fare a meno di quello che pensi di aver bisogno di più.
Sappiamo quanto un bambino piange quando non può avere ciò che vuole, o quando gli vengono portati via i suoi giocattoli. Ma quanti di noi hanno davvero superato l’impazienza del bambino e la ribellione del bambino? Mancandoci un certo banale, immaginario bene, ci rendiamo miserabili con l’autocommiserazione o l’auto-denigrazione. Piuttosto, dovremmo volontariamente liberarci di molto di ciò che ora possediamo, perché il pericolo nella maggior parte dei beni si trova nel fatto che oscurano la realtà. Vediamo Dio non nel bel mezzo dell’afferrare, ma nel bel mezzo del lasciare andare.
L’unica ragione sicura per volere le cose è con l’aspettativa di darle via. E non si tratta di essere filantropi per essere liberi. Il tipico donatore caritatevole dà spazio alle sue emozioni, ma frena l’avanzata di coloro che egli considera poveri. Dare cose agli uomini rende prigionieri gli uomini, dando verità agli uomini rende gli uomini signori.
Quali sono le forze che ci rendono schiavi?
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che blocchi la strada al nostro ideale. Hai un chiaro, deciso, sistematico, ideale di ciò a cui aneli di essere e di fare? E in che modo la tua personalità, il tuo modo di pensare, il tuo modo di vivere, ti trattiene? La libertà nella sua grandezza non è tanto abbandono quanto realizzazione. Dare forma in modo risoluto alla nostra vita immediata secondo il nostro proprio standard ci porta alla più enorme liberazione. Non saremo mai liberi di esprimere noi stessi fino a quando non saremo liberi di esercitare il comando su noi stessi.
Il tipo di libertà più elevato non è il bambino allegro, o l’indolente trovatore, e neanche il pallido asceta. E’ l’uomo d’affari risoluto che ha conservato il suo senso più fine delle cose, nonostante il frastuono della battaglia, e la cui visione rimane chiara dove lo sporco è più spesso. Scappare dalle cose brutte solo dà ad esse una migliore possibilità di prosperare. Fai della tua vita una sfida a tutto ciò che suggerisce un compromesso, allora sentirai la gioia dell’indipendenza.
Intorno all’anima umana molti film si riuniscono, giorno dopo giorno. Ogni cosa falsa lascia il suo segno su di noi. Anche ciò che è meno di vero scoraggia e ostacola i poteri della nostra anima. In quante vite è operativa tutta la verità? In nessuna. I pochi che si sono avvicinati a questo, il mondo li ha prontamente crocifissi. A volte mi sembra che la crocifissione sia l’unica fine degna del cammino umano dell’anima. Tutti gli altri percorsi portano all’evasione. Chi, se non i martiri sono stati onesti con se stessi? E cosa, a parte questo, merita un momento di riflessione? Non siamo liberi a meno di non essere disposti a morire piuttosto che scendere a compromessi.
Ci si deve liberare da tutte le imposizioni esterne, prima di poter affrontare il nostro destino nella sua interezza. Dal possesso degli oggetti, dai pensieri invadenti, dal pungolo del desiderio, dalle ferite della memoria, dal tapis roulant delle abitudini, dalla benda del pregiudizio, dalla magia delle sensazioni, dallo scarico di emozioni, dal gelo dell’intelletto, dalla trappola della rabbia, dal velo della personalità, dal laccio e dalla fossa della superbia umana, da tutte queste forme e ombre che ostacolano dobbiamo essere liberi.
L’anima umana non è altro che un canale attraverso il quale scorre un flusso di energia divina. L’uomo efficiente mantiene il canale libero. E per fare questo, deve guardare il mondo solo come un campo attraverso il quale passa, non come una palude in cui si stabilisce. La spinta energica per superare il lato oscuro della vita, e rimanere non toccato dal sedimento oscuro dell’esperienza – questo denota un uomo pieno e motivato dallo Spirito Universale.
La libertà è la forza di esprimere il bene che soggiace in ogni tratto umano, senza aggiunta di errori superficiali. E’ la purezza del santo unita alla potenza del peccatore, il fuoco dello zelota fuso con l’equilibrio del saggio, il sogno del poeta che guida l’uomo di fatica, il canto del trovatore che allegramente si erge sopra il cupo scampanellio della fucina. La libertà è santità senza solennità, allegria senza frivolezza, duro lavoro senza fatica, gioco senza follia, cura senza preoccupazione, sistema senza schiavitù, abbandono senza vizio, fervore senza fanatismo, delicatezza senza fragilità, forza senza violenza, coraggio senza temerarietà, dolcezza senza insipidità, scaltrezza senza egoismo, amore senza cecità, devozione senza ristrettezza, vita senza limitazione.

Quando il primo uomo libero sarà fra noi?

Edward Earle Purinton, ottobre 1916